20.3.07

Il vento di Bellinzona

Basta, mi piacerebbe dare un tocco in più alle mie espressione virtuali. A chi vuoi che interessi cosa ho fatto stamattina, se sono triste, se sono felice, cosa ho mangiato a pranzo e così via. A me stesso (il che non è poco), e basta.

Vorrei dare un tocco scientifico ai miei post. Ma poi ci penso e mi dico che in fondo non è lo scopo di questo misero blog. Quindi lasciamo stare e continuiamo con gli argomenti frivoli, di cui in questo moemnto sento il bisogno. La vita è già abbastanza seria... e vola via...

Oggi ho fatto una passeggiata in città. "wow", lo so che lo state dicendo.
Beh, è già un miracolo che abbia ritrovato la via del ritorno. C'è il famoso venticello di Bellinzona. Ti porta dove vuole lui...
Ho visto delle ragazze che volevano far firmare una petizione ai passanti. Acrobazie pure per tenere fermo il foglio;
uno degli spazzini comunali della città (il mio amico) all'affannosa ricerca di qualche pezzetto di carta da prendere e mettere nel suo cestino;
una signorina preoccupatissima per la sua gonna svolazzante;
un anziano che si teneva il suo cappello;
bandiere che resentavano il suolo;
porta che sbattevano;
piante che lottavano;
ma soprattutto pensieri che volavano. I miei. E non sanno dove andare, e vorrebbero uscire, ma non ce la fanno. Riescono appena appena a farmi scrivere qualche post. Ma non sono lì che vorrebbero andare. Non sono qui che vorrebbero esprimersi. Ma per ora è l'unica "casa" che hanno.

oppure non c'incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
ognuno col suo viaggio
ognuno diverso
e ognuno in fondo perso
dentro i cazzi suoi
[Vita spericolata, Vasco Rossi]

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