Generazione di trentenni
L'altro giorno mio padre mi lascia sulla scrivania un articolo preso da un giornale intitolato "Alla conquista dei trentenni". Pare che i nati tra il 1967 e il 1976 godano di molti privilegi: discoteche per over 30, vacanze per single di una certa età, libri dedicati, spazi virtuali per incontrare l'anima gemella, o per cambiarla, lavori tagliati su misura, serie tv come protagonisti, notti folli di sesso (?), blog dove discutere della famosa generazione X, e chissà cos'altro.
Io mi sento bene con la mia età certo. Non sento tutti questi privilegi. A volte mi chiedo se non fosse stato meglio "mettere la testa a posto" a vent'anni, sposarmi e crescere bene i miei figli (l'altruista). Il giorno dopo mi dico che, no, è meglio aspettare i quaranta e nel frattempo fare tutte le altre cose che in seguito non potrò più fare (l'egoista). O forse penso che la vita da single, senza nessuno che rompa non sia poi così male (il menefreghista).
Ma poi torno sui miei passi e mi immagino tra un annetto in compagnia di una fanciulla intento a riscoprire la vita in due, le passioni e la complicità di una coppia che ha voglia di costruire insieme qualcosa di grande. Un lavoro normale. Orari normali. Vacanze normali. Soldi normali. La somma di tutto non può che fare qualcosa di speciale. Aspettiamo, arriva la primavera...
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